1890

L’amore per la terra ha radici profonde.

Siamo tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900: Teobaldo Germano è il fondatore e primo Presidente della Cantina sociale di Barolo. Ha già ricevuto varie medaglie d’oro ed ora è premiata con la coppa di sua Maestà il Re, la massima onorificenza che possa ricevere un vino.

Il destino si annuncia così, chiaro come una promessa o, piuttosto, una missione.

Angelo Germano lo vede chiaramente. È il 1908: incoraggiato dal nonno Teobaldo e aiutato dalla moglie, che portava in dote alcuni interessanti vigneti, fonda la sua cantina nella casa di famiglia in Via Alba, a Barolo.
È un anno buono: nasce il suo primogenito, Davide.
Ma la vita, come il lavoro della terra, a volte sottopone a dure sfide: Davide, giovanissimo, perde i genitori. Ora non solo deve provvedere alla sorella, ma anche condurre con le sue forze la cantina di famiglia.

Icona

Anni ‘30: l’orgoglio e il coraggio.
L’attaccamento alle Langhe e ai suoi vini si tramanda nella famiglia in modo viscerale. Allora non è solo questione di affari, non è il mero desiderio di avere una propria azienda o di produrre un ottimo Barolo: c’è molto di più. Ciò che spinge, ostinata e costante, è la voglia di promuovere questa eccellenza e farlo in prima persona, metterci anima e corpo, perché la qualità venga riconosciuta. Davide Germano si fa promotore del Barolo e, anticipando i concetti di DOC e DOCG, nel 1934 fonda, insieme ad altri viticoltori, il Consorzio per la Tutela del Barolo e del Barbaresco.

Se l’orgoglio ribolle nel sangue, il coraggio guida l’azione.

Nel 1936 Davide acquisisce i locali della cantina sociale, scioltasi sei anni prima. Gli spazi ai piani superiori dell’ex Albergo Svizzero diventano la sua nuova casa.
La vendita di vino e la compravendita di uve crescono sempre di più e non solo permettono di saldare i debiti, ma anche di acquistare una cascina con i suoi vigneti in località Bussia di Monforte d’Alba: i “Dardi”, una delle zone migliori dell’intero territorio del Barolo.

Annata 1942: la ricetta segreta.
Nasce Angelo (junior): ha la stessa passione di suo padre, la stessa spinta alla ricerca. Frequenta l’Istituto Tecnico Enologico, si diploma in Viticoltura e Tecnica Enologica. Si specializza in Erboristeria ed Aromateria Enologica e Liquoristica e, dallo studio comincia a maturare un’idea, sempre più nitida, finché un giorno, finalmente, la completa: è la ricetta segreta del Barolo Chinato Gatorosso.

1960: nuovo spazio ai grandi sogni.
La Cantina Germano Angelo continua ad espandersi: i locali nel paese di Barolo sono ormai troppo piccoli per contenere tutte quelle botti e attrezzature. Così Angelo decide che è ora di crescere: acquista all’asta la Cascina dell’Annunziata con annesso vigneto. Dolcemente adagiata sulle colline, costruisce la sua nuova casa-cantina (oggi patrimonio UNESCO).

Botti Germano

Anni ‘80: la Cantina apre il suo cuore.
I tempi cambiano e anche le donne della famiglia Germano entrano nella gestione aziendale. Jose, moglie di Angelo, è una delle rarissime vignaiole. Col marito modernizza l’azienda, bisogna essere pronti: c’è una nuova fiera a Verona, si chiama Vinitaly. È lì che vogliono andare. Poi arriva il momento e allora, per mano, fanno un grande salto: la Cantina apre i mercati verso l’estero.

Anni ‘90: tradizione e innovazione.
Nel 1979 nasce Davide Germano. Come il nonno, dedica tutto se stesso alla cantina. Ha la stessa luce negli occhi: frequenta la scuola Enologica di Alba, vuole proseguire la lunga e straordinaria tradizione di famiglia.
Il mercato si è spostato dalla clientela locale a quella estera, la qualità del vino è spinta ai massimi livelli da nuovissime tecniche enologiche. Davide ristruttura i vigneti, le attrezzature e i locali più antichi di famiglia.
Sua sorella Viviana (classe 1975), che studia all’Istituto Europeo di Design, rinnova l’immagine aziendale, supporta il mercato estero, dà il suo tocco speciale alla ristrutturazione dei locali in Barolo che ora ospitano l’enoteca e dell’agriturismo Casa Svizzera.

Davide Germano

2000

I tempi cambiano ancora, si deve fare i conti con la crisi economica, ma il mercato del vino di qualità regge: il lavoro duro e l’autenticità delle Cantine Germano vengono premiati.

La Cantina è viva più che mai.

Oggi

Un segreto sulla bocca di tutti…
I vini della famiglia Germano compaiono raramente nelle guide o sulle riviste di settore. Eppure in molti sanno che si tratta di una tappa obbligata per chi vuole conoscere l’anima più autentica delle Langhe.
Sono in tanti a chiedere come mai la Cantina non ami apparire: vogliono farsi conoscere attraverso il contatto diretto con gli ospiti, vogliono accoglierli e coinvolgerli in un’esperienza sensoriale che va ben oltre la vendita del vino. Per questo si concentra sull’onestà e sulla rilevanza di un prodotto affinato, curato con amore da 5 generazioni.

Così, come un luogo segreto, la Cantina attende coloro che hanno il reale desiderio di scoprirla.

Tornare dove tutto è iniziato.
Dalla voglia di mantenere intatto questo immenso patrimonio di saperi e tradizioni, è nato il progetto per la ristrutturazione dell’ex Cantina Sociale di Barolo, il luogo da cui tutto è iniziato. Uno spazio per gli ospiti e un laboratorio in cui vengono preparati piatti tipici, con le materie prime coltivate in azienda mediante agricoltura sinergica e che possono essere degustati direttamente presso il punto vendita, in abbinamento ai vini della Germano Angelo.

Onorare il passato, brindare al futuro.
Una parte della Cantina Sociale è adibita a museo di famiglia per onorare le 5 generazioni che si sono succedute e che hanno contribuito a preservare e migliorare questo meraviglioso patrimonio enogastronomico e culturale. Un luogo dove celebrare l’orgoglio, l’esperienza e l’impegno di una famiglia unita dalla stessa passione per l’eccellenza. Dove brindare a più alti successi, perché, come il vino insegna, gli anni e la cura portano risultati straordinari.

Tappi Germano